La segreteria provinciale non si dimette ma …

CON IL PD? Sel a un bivio!

… tra un mese il segretario dovrà varare un nuovo coordinamento che comprenda tutte le anime del partito. Restano le incognite su chi meglio interpreta la linea nazionale. In attesa di sapere qual è.

Esulta la minoranza, mentre il segretario Michele Curto ostenta tranquillità («il partito è più unito di prima e compatto si organizza per la piena riuscita della nostra festa»). Il federale di Sel ha approvato ieri all’unanimità un documento nel quale si riafferma la linea nazionale, incentrata su un patto di ferro con il Partito democratico e il riconoscimento delle primarie come strumento per la costruzione di un nuovo centrosinistra. A livello locale, tuttavia, Curto dovrà cedere qualcosa: resterà il leader, ma con una cabina di regia nuova nella quale vengano rappresentate tutte le anime del partito, che dovrà essere nominata il 15 ottobre quando l’assemblea tornerà a riunirsi.

Già prima dell’estate il numero uno dei vendoliani torinesi aveva rischiato di finire travolto sotto i colpi dell’opposizione, ma soprattutto di un pezzo della sua stessa maggioranza, quello capeggiato dalla capogruppo in Regione Piemonte Monica Cerutti. Nel federale dell’11 luglio la spallata fallì per soli due voti e lui salvò la ghirba anche se ormai era chiaro che aveva perso la maggioranza. Questo documento – affidato alle sapienti mani di Chiara Acciarini, in rappresentanza della minoranza, e di Claudio Stacchini, uomo di spicco della Fiom torinese in questa fase alleato di Curto – rappresenta un tentativo di mediazione per ritrovare unità d’intenti almeno fino alle elezioni. «Sono soddisfatto del confronto interno al nostro partito, che attraverso questo federale ha voluto riaffermare senza equivoci il proprio ruolo nel centrosinistra»afferma Luca Robotti (foto), tra i più acerrimi avversari del segretario.

Reta un nodo tutto politico da risolvere: il ruolo di Sel nel centrosinistra. Sarà un partitino alla sinistra del Pd in una ipotetica coalizione di centrosinistra o intende proiettarsi verso un progetto decisamente più ambizioso di costituzione di un nuovo polo di sinistra, coinvolgendo Idv, sindacati, associazioni, amministratori, reti civiche e quant’altro? E’ la domanda che ormai rinnova da qualche settimana a Nichi Vendola anche il leader della Fiom piemontese Giorgio Airaudo, ma per ora il presidente della Puglia nicchia e se da un lato giura fedeltà a Bersani, dall’altro strizza l’occhio alla base in fermento consegnando le firme per il referendum contro l’articolo 18. E non è questione di lana caprina anche per le ripercussioni che questa scelta comporterebbe a livello locale: il movimentista Curto sarebbe la guida ideale di un partito di lotta impegnato sui temi del lavoro a costituire una convergenza ampia alla sinistra del Pd, ma se le prospettive sono quelle che si stanno prospettando non sarebbero altri a incarnare al meglio la linea nazionale? In attesa che da Terlizzi, qualcuno batta un colpo. [Fonte: Lospiffero.com]

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