TAV – Curto (SEL): “L’opera va rivista”. Nel centrosinistra 2 elettori su 5 contro il Tav.

Una ricerca dell’Università di Torino fa emergere le perplessità dell’opinione pubblica progressista e il capogruppo di Sel chiede di non radicalizzare lo scontro: “Meritano di essere rappresentati”.

Nel centrosinistra quasi due elettori su cinque ritengono che l’alta velocità in Valsusa non sia una priorità, anzi. A sostenerlo è uno studio redatto dall’Osservatorio sulla comunicazione politica dell’Università di Torino, inviato nei giorni scorsi ai cinque candidati sindaco delle scorse primarie. Su un campione di 646 intervistati, il 22,3% pensa che il Tav sia una priorità, mentre il 26,3% lo vede come una opportunità (totale 48,5%). Tutt’altro che trascurabile la percentuale di chi sostiene che l’opera possa attendere (22,1%) e di chi, invece, vorrebbe non venisse affatto realizzata (16,7%). La Torino-Lione, dunque, resta un tema quanto mai controverso all’interno dell’opinione pubblica progressista e non solo tra le frange più estreme. La stessa ricerca fa emergere come anche tra coloro che nel 2008 hanno votato il Partito democratico il giudizio sull’opera non sia assolutamente uniforme. Per il 36% il Tav non è una priorità: tra questi il 21,3% dice che può attendere, mentre il 15% è addirittura contrario (l’8,5% non esprime un giudizio).

I dati si riferiscono ai soli abitanti torinesi che hanno partecipato alle ultime primarie e che si inseriscono con forza all’interno di un dibattito sempre più radicalizzato, in seguito agli scontri di Chiomonte avvenuti domenica.

«Continuo a pensare che quell’opera vada rivista, non si può soffocare il dissenso e regalare una valle all’estremismo»dice il capogruppo di Sel in Sala Rossa, Michele Curto (nella foto). E nel commentare i dati emersi aggiunge: «Tutti quegli elettori di centrosinistra perplessi riguardo al Tav meritano una rappresentanza». Stamani l’ex sindaco Sergio Chiamparino e il parlamentare Stefano Esposito hanno chiesto al loro partito di prendere una posizione chiara: «E’ urgente un sussulto da parte del Pd, di tutta la politica riformista e della società civile che in essa si riconosce, per costruire un programma di governo serio e credibile di cui la Tav è una metafora concreta. Le posizioni assunte da Vendola e da alcuni esponenti dell’Italia dei Valori non sono coerenti con quella che sarà la piattaforma programmatica con cui il Pd cercherà di vincere le prossime elezioni. Occorre capire, e in tempi rapidi, quali tra gli attuali alleati sono compatibili con un’idea di cultura di governo e quali no». Parole rispedite al mittente dallo stesso Curto, che nel confermare il suo voto favorevole alle linee programmatiche di Piero Fassino, di cui ha apprezzato lo sforzo istituzionale di costruire un dialogo, chiosa: «La tentazione di componenti del Pd all’autosufficienza è sbagliata e ci ha danneggiato. Oggi è necessario coinvolgere non solo i partiti ma anche i movimenti e il popolo dei referendum nella costruzione del cantiere dell’alternativa al berlusconismo. Non credo che la soluzione sia allontanare Sel e Idv e militarizzare la valle come qualcuno aveva proposto, ma riaprire il dialogo con i sindaci e i cittadini».

[Fonte: Lospiffero.com]

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