Riprendiamoci noi stessi. Un blog per riflettere!

Venerdì 15 febbraio 2013 alle ore 16.00 in Piazza Castello a Torino di fronte al palazzo della Regione Piemonte, manifestazione unitaria di Cgil, Uil, Nursing Up, Fsi per contestare le decisioni della giunta Cota:Strumenti di ingegneria (dis)organizzativa, che non tengono conto dei bisogni dei cittadini, stanno mettendo in ginocchio il nostro sistema sanitario”.

Le scelte della Regione Piemonte stanno mettendo in ginocchio il nostro sistema sanitario. È il duro j’accuse espresso oggi dalle categorie della sanità di Cgil, Uil, Nursing Up, Fsi, nel corso di una conferenza stampa al San Luigi convocata per spiegare i motivi della manifestazione indetta  venerdì pomeriggio prossimo, 15 febbraio alle ore 16, di fronte alla sede del governo regionale in piazza Castello. All’iniziativa hanno dato la loro adesione moltissime sigle, anche dei medici (dall’Anaao a Fesmed, dall’Anpo a Sidiriss), a dimostrazione di quanto…

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Pinerolo – 18 dicembre 2012 – Manifestazione contro tagli alla sanità piemontese della giunta Cota.

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imageAlcune centinaia le persone che hanno partecipato, oggi pomeriggio a Pinerolo, alla manifestazione di protesta contro la chiusura degli ospedali valdesi di Torre Pellice e di Pomaretto, nonché della Rsa “Il Girasole” di Bibiana. Il corteo, partito da piazza III Alpini, è giunto alla sede Asl presso l’ex-Cottolengo. Qui i sindaci dei Comuni delle Valli (presente anche il primo cittadino di Pinerolo) si sono incontrati e hanno stabilito di chiedere per iscritto un incontro urgente – entro i primi 10 giorni di gennaio – all’assessore regionale alla Sanità Monferino e al presidente della Regione Cota.

Fin dal 2011 si ipotizzava quale sarebbe stata la conclusione della revisione del Piano Sanitario Regionale i Sindaci sapevano ma si sono fidati dei signori della Regione che le avevano promesso di consultarli prima di decidere invece questo non è stato. Forse la conferenza dei Sindaci avrebbe dovuto essere più attenta a quanto accadeva in…

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TAV: le grandi manovre politiche bipartisan e delle lobbies favorevoli all’opera continuano nonostante la spending review!

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Nonostante il pronunciamento della Corte dei Conti francese, che esprime dei dubbi rispetto all’opportunità di realizzazione dell’opera basandosi sull’aumento dei costi e sugli effettivi benefici che ne potrebbero conseguire dalla sua realizzazione, i nostri politici e tecnici continuano a perorare in modo miope la causa. “Stranamente”, in questo caso, PD e PDL sono alleati ed un ministro tecnico, che dovrebbe essere in grado di fare le giuste valutazioni costi/benefici, dimostra con le sue dichiarazioni di non sapere di cosa stia parlando. Basta semplicemente leggere le dichiarazioni di Esposito, Ghiglia e dal vice ministro alle infrastrutture Ciaccia sui finanziamenti per comprendere il livello di conoscenza delle questioni economiche correlate, nonchè di quelle tecniche smentite persino da LTF. A voi le vostre valutazioni.

Di seguito le dichiarazioni rilasciate ieri 7 novembre.

Tav: Esposito e Ghiglia al Senato francese.

«Siamo venuti a Parigi, ospiti del Senato, non solo per ribadire “l’essenzialità” della…

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La segreteria provinciale non si dimette ma …

CON IL PD? Sel a un bivio!

… tra un mese il segretario dovrà varare un nuovo coordinamento che comprenda tutte le anime del partito. Restano le incognite su chi meglio interpreta la linea nazionale. In attesa di sapere qual è.

Esulta la minoranza, mentre il segretario Michele Curto ostenta tranquillità («il partito è più unito di prima e compatto si organizza per la piena riuscita della nostra festa»). Il federale di Sel ha approvato ieri all’unanimità un documento nel quale si riafferma la linea nazionale, incentrata su un patto di ferro con il Partito democratico e il riconoscimento delle primarie come strumento per la costruzione di un nuovo centrosinistra. A livello locale, tuttavia, Curto dovrà cedere qualcosa: resterà il leader, ma con una cabina di regia nuova nella quale vengano rappresentate tutte le anime del partito, che dovrà essere nominata il 15 ottobre quando l’assemblea tornerà a riunirsi.

Già prima dell’estate il numero uno dei vendoliani torinesi aveva rischiato di finire travolto sotto i colpi dell’opposizione, ma soprattutto di un pezzo della sua stessa maggioranza, quello capeggiato dalla capogruppo in Regione Piemonte Monica Cerutti. Nel federale dell’11 luglio la spallata fallì per soli due voti e lui salvò la ghirba anche se ormai era chiaro che aveva perso la maggioranza. Questo documento – affidato alle sapienti mani di Chiara Acciarini, in rappresentanza della minoranza, e di Claudio Stacchini, uomo di spicco della Fiom torinese in questa fase alleato di Curto – rappresenta un tentativo di mediazione per ritrovare unità d’intenti almeno fino alle elezioni. «Sono soddisfatto del confronto interno al nostro partito, che attraverso questo federale ha voluto riaffermare senza equivoci il proprio ruolo nel centrosinistra»afferma Luca Robotti (foto), tra i più acerrimi avversari del segretario.

Reta un nodo tutto politico da risolvere: il ruolo di Sel nel centrosinistra. Sarà un partitino alla sinistra del Pd in una ipotetica coalizione di centrosinistra o intende proiettarsi verso un progetto decisamente più ambizioso di costituzione di un nuovo polo di sinistra, coinvolgendo Idv, sindacati, associazioni, amministratori, reti civiche e quant’altro? E’ la domanda che ormai rinnova da qualche settimana a Nichi Vendola anche il leader della Fiom piemontese Giorgio Airaudo, ma per ora il presidente della Puglia nicchia e se da un lato giura fedeltà a Bersani, dall’altro strizza l’occhio alla base in fermento consegnando le firme per il referendum contro l’articolo 18. E non è questione di lana caprina anche per le ripercussioni che questa scelta comporterebbe a livello locale: il movimentista Curto sarebbe la guida ideale di un partito di lotta impegnato sui temi del lavoro a costituire una convergenza ampia alla sinistra del Pd, ma se le prospettive sono quelle che si stanno prospettando non sarebbero altri a incarnare al meglio la linea nazionale? In attesa che da Terlizzi, qualcuno batta un colpo. [Fonte: Lospiffero.com]

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FIAT: Fassino: Mi fido di Marpionne ed Elkann ….

Incredibilmente Fassino da ancora credito a Marchionne ed Elkann, ma l’esperienza non insegna nulla? Questo dimostra quanto questo sindaco sia lontano dalla realtà delle cose….. e come sia lì’intero PD non comprendere che non si può gestire il declino…. ma bisogna trovare economie alternative…. non solo a Torino ma in tutta la reltà torinese…

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… solo lui però. La FIOM e la CGIL avevamo già compreso nel 2010 come sarebbe andata a finire. Avevano avvisato operai e le altre sigle sindacali che non era opportuno accettare le condizioni capestro imposte a Pomigliano e Mirafiori. Che il rischio sarebbe stato quella di una progressiva dismissione delle fabbriche storiche. Anche parte del mondo sindacale aveva creduto uin questa favola di Fabbrica Italia ed adesso gridano al tradimento. Ma sono loro che in primo luogo hanno tradito i dipendenti FIAT invitandoli a firmare il contratto affermando che era la soluzione di tutte le problematiche dell’azienda.  E sono i dipendenti stessi che adesso devono mordersi le mani per essersi fidati del management FIAT e di quei sindacati che si sono alleati con il padrone. Anche la politica ha le sue responsabilità dando credito ad un manager che ha dichiarato di avere a cuore le sorti del gruppo FIAT……

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FIAT: Grande Stevens: Fiat resta a Torino? “Non lo so”.

Altro che i Maya, l’anno zero della Fiat si avvicna sempre più…… e la politica dorme…. anche quella di SEL…

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Grande Stevens, l’avvocato dell’Avvocato, non esclude un definitivo trasferimento della casa automobilistica e rincara la dose: “Meglio la Serbia dell’Italia”. Elkann ottimista.

La Fiat abbandonerà Torino? “Non lo so, ma so che Marchionne è un eccezionale manager […]. Lui pensa all’azienda”. A parlare è Franzo Grande Stevens, noto avvocato, uno dei grandi vecchi di Torino e della famiglia Agnelli, che ha servito con onore (e a rischio pure di commettere qualche passo avventato, come nel caso dell’equity swap) per oltre mezzo secolo, al punto da passare alle cronache e, a breve, alla storia come “l’avvocato dell’Avvocato”, talmente intimo è stato il rapporto con il patriarca Gianni. E se persino lui, che di Fiat – e di altre società del gruppo – è stato amministratore e superconsulente, si mostra scettico sul proseguimento del legame tra il Lingotto e Torino vuol dire che le cose hanno preso una brutta…

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Piazzapulita – MOVIMENTO 5 STELLE, OPERAZIONE VERITA’ !

La fine del servizio con la tentata intervista a Grillo da lui negata la dice lunga…..

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Da Piazza Pulita di La7, un interessante servizio sul Movimento 5 Stelle a cura di Gaetano Pecoraro. Il ruolo di Casaleggio, l’epurazione di Tavolazzi, l’intervista a Sonia Alfano: chi c’è dietro Beppe Grillo?

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